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Fisio Olympic

Studio Massofisioterapico


L'argomento del mese:

- La biomeccanica della corsa

LA BIOMECCANICA DELLA CORSA

E’ ormai ampiamente dimostrato che correre regolarmente fà bene alla salute, contribuisce a farci sentire meglio e ci fà vivere più a lungo.
La controindicazione più grave della corsa e’ la probabilita’ di infortunio ma ritengo che la corsa si possa praticare in sicurezza non esagerando e soprattutto osservando alcuni semplici consigli pratici.
Prima di esporre i probabili e frequenti problemi che possono capitare correndo, le cause degli infortuni , le terapie riabilitative e la prevenzione è utile conoscere la tecnica della corsa del podista.

LA BIOMECCANICA DELLA CORSA

L'aspetto fondamentale che differenzia la corsa dal cammino è la fase di volo.
Durante questa fase assente nella normale deambulazione, nessun piede rimane appoggiato a terra.
Per un breve periodo di tempo il nostro corpo si trova pertanto "sospeso da terra".
Inoltre nella corsa l'appoggio del piede a terra non avviene in sequenza tallone-punta come nel cammino.
E' l'avampiede, e più precisamente la parte esterna metatarsale a prendere contatto con il suolo in modo da assorbire l'impatto e sfruttare contemporaneamente l'azione dei muscoli estensori

Le fasi di un ciclo della corsa sono quattro:
  • FASE DI APPOGGIO: un piede rimane a contatto con il suolo
  • FASE DI SOSPENSIONE: il corpo è completamente sollevato dal suolo
  • FASE DI OSCILLAZIONE: un piede e un arto inferiore oscillano verso l’avanti
  • FASE DI SOSPENSIONE: il corpo è completamente sollevato dal suolo
La fase di appoggio è la fase più importante, al fine di meglio comprendere gli infortuni dovuti alla corsa.
La fase di appoggio puo’ essere divisa in tre periodi:

CONTATTO: il piede prende rapporto con il suolo.
I corridori prendono contatto con il suolo in tre modi: con il calcagno, con l’intera pianta del piede o con l’avampiede.



corridore neutro

INTERMEDIO: durante questo periodo il piede è in eversione.
Pronare è il modo in cui il piede si piega verso l'interno quando durante la corsa rulla a contatto del terreno.
E’ un movimento naturale che aiuta a ridurre la tensione articolare.
Quando si corre la pronazione contribuisce ad ammortizzare il contatto iniziale trasmettendolo dal calcagno al resto del piede.
Senza di essa, lo shock dell’ impatto col terreno verrebbe totalmente trasmesso alle gambe, rendendo la normale meccanica degli arti inferiori meno efficace.



pronazione

Alcune persone hanno una pronazione più accentuata di altre.
Non è un difetto, ma influisce sul modo in cui si corre e può aumentare la probabilità di lesioni.
La naturale pronazione diviene un fattore importante nella scelta della scarpa.



SPINTA: il piede in questa fase ha un movimento di supinazione e per l’azione muscolare ed i rapporti anatomici delle ossa tarsali si irrigidisce accentua l’arco longitudinale e il calcagno va in posizione di inversione.
Il lato esterno del tallone tocca terra con un angolo maggiore, e non avviene alcuna pronazione, con conseguente trasmissione di traumatici shock alla parte inferiore della gamba.
Questo caricamento esterno del piede continua per tutta la fase di contatto della rullata durante la corsa incidendo sull’efficienza del passo.



supinazione

Rapporti fra colonna vertebrale lombosacrale, bacino e biomeccanica della corsa

La postura della colonna vertebrale lombosacrale e della zona pelvica ha una grande influenza sulla Biomeccanica della corsa.
La corretta posizione del bacino è quella che permette di mantenere il Tronco eretto ed è la base del controllo posturale della corsa.
La rotazione del bacino controlla il movimento della colonna lombosacrale e la rotazione esterna dell’anca.
La rotazione verso l’avanti del bacino porta ad una iperlordosi lombare, riduzione della flessione dell’anca e lo spostamento in avanti del centro di gravità con sovraccarico dell’avampiede.
Al contrario la rotazione all’indietro della zona pelvica porta ad una riduzione della lordosi lombare, aumento della flessibilità dell’anca e spostamento all’indietro del centro di gravità, così che il peso corporeo grava soprattutto sul retropiede.
La corretta posizione del tronco è quella eretta, perchè questa postura favorisce l’appiattimento della colonna lombosacrale che permette l’adeguata rotazione delle vertebre, la giusta flessione dell’anca.